Una valida opportunità

Quando ero studente io, circa 15 anni fa, a Milano andare a lavorare da McDonald’s è stata l’unica possibilità che ho avuto per lavorare e studiare. Inoltre lo stipendio per un contratto a 24 ore più qualche ora supplementare (quando potevo), mi permettaeva di vivere indipendentemente da studente-lavoratore. Altre chances non ce n’erano; e le ho certo cercate: non vi dico cosa ho trovato, cose da ridere, nulla di serio o di economicamente gratificante. Il lavoro era certo duro ma non più duro di molti altri che ho fatto in altre ditte come garzone quando ero più giovane e volevo pagarmi le vacanze. Il vantaggio era la flessibilità oraria e la possibilità di lavorare al di fuori degli orari delle lezioni. E lavorando sodo mi era stata data anche la possibilità di ‘fare carriera’, che per ovvi motivi, la ricerca di una laurea, non ho colto. Oggi ricordo quel tempo con grande soddisfazione per quanto fatto ma anche con grande riconoscimento all’opportunità che quell’azienda mi ha saputo dare.

 

Senza contratto

E’ mia abitudine andare a guardare i blog che parlano dell’azienda presso cui lavoro e i forum di colleghi sparsi per l’Italia. I temi sono sempre comuni qualunque regione si guardi: angherie dei superiori, basso se non bassissimo reddito, arroganza della clientela che sembra ci consideri un passo sotto la normo intelligenza. Quel che però mi ha meravigliato molto è non trovare se non in sporadici casi, il tema della disdetta del nostro contratto. Possibile che è una preoccupazione che tocca solo pochi di noi? Ci rendiamo conto che dal 1 maggio non avremo più un contratto di riferimento? Io trovo che sia un atto gravissimo e trovo ancor più grave che in tutti questi mesi l’associazione datoriale di McDonald’s sia sparita senza neanche dare il minimo accenno di ripresa di un dialogo.

Cosa ci aspetterà? Un contratto nuovo di zecca, sicuramente al ribasso, discusso magari con qualche sindacato che rappresenta lo 0,0 dei lavoratori? Un fantomatico regolamento aziendale scritto ovviamente unilateralmente? So benissimo che parlare di sciopero con colleghi che guadagnano 400 euro al mese è difficile e forse è ancora più difficile parlarne con persone che subiscono tutti i giorni dei ricatti pesanti ma credo che ormai sia giunto il momento di alzare la testa e di dare un segnale forte da ogni città. Bisogna organizzarci e cominciare a colpirli davvero in quello che gli interessa di più in assoluto: l’immagine e i soldi.
Antonio

Lavoro e rispetto.

Ciao,
la mia storia potrà sembrarvi banale ma a me angoscia ogni mese.
Lo stipendio che prendo da MC è davvero basso, io lavoro a 20 ore ho una bimba piccola, sono single e arrivo più o meno a 600 euro con gli assegni famigliari.
Anche se un pò mi vergogno riconosco che comincio ad aspettare il 6 del mese (giorno di paga) già a metà del mese precedente e più si avvicina la data e più mi angoscia il fatto che per un motivo o per l’altro i soldi non vengano bonificati.
Ieri era il fatidico 6 ed a stamattina i soldi non erano ancora arrivati…
Credo di aver guardato sul mio conto on-line almeno un 50 volte, ma ancora niente…
Ho chiamato la mia delegata che mi ha consolato dicendo che prima o poi Mc paga sempre ma per me il prima o poi fa differenza!!

Continue reading

Contro la formazione e l’organizzazione

Sono Gioele ed io non sono un delegato Filcams, anche se ne faccio parte, perché nel mio luogo di lavoro è vietato iscriversi ad un sindacato, pena il licenziamento o il mancato rinnovo. Le buste paga sono sempre “difettose” e se non fossi io ad auto-formarmi non saprei come spiegargliele ai miei colleghi tutta quelle serie di sigle. Le aziende non faranno mai formazione e mai dei lavoratori si avvicineranno spontaneamente ad un sindacato, anche solo per informarsi, se aleggia anche velatamente il rischio del licenziamento. Oltre questo, c’è spesso un ambiente intimidatorio e teso. Non siamo liberi di organizzare il nostro tempo libero e riceviamo lettere di contestazione se anche solo per un giorno non ci radiamo. 🙂

Dalla pubblicità alla realtà…

Vi scrivo in forma anonima perché qui al sud nonostante siamo nel 2014, esistono ancora soprusi, ricatti emotivi e qualsiasi altra forma di inganno e ingiustizia. Esistono purtroppo licenziatari che se ne fregano di legge, regole e anche delle policy McDonald e violano tutto, impediscono la nascita e crescita dei sindacati tra crew e manager, pagano in nero eventuali ore di straordinario, obbligano in taluni turni a lavorare gratis iniziando il proprio turno anche 1 ora prima e finendo anche 1 ora dopo senza alcuna maggiorazione facendo poi manomettere le timbrature dal proprio consulente del lavoro. Turni lunghi anche più di 6-7 ore senza pausa, demansionamenti di tutti i tipi dal crew 5° o 6° livello, vessazioni e mobbing per una febbre capitata di sabato o domenica, obbligo di venire a lavorare durante i primi mesi di maternità, divieto di prendersi giorni di congedo parentale, turni senza le 11 ore di riposo, manager che fanno un solo giorno di riposo, pagati per 40 ore, quando ne fanno almeno 45 alla settimana. E la company dov’è? Se ne frega, tanto è sufficiente che entrino le percentuali… mi chiedo, ma è proprio giusto?

Maternità

Ciao a tutti sono Mariagrazia, crew e delegata filcams a tempo indeterminato 20h, lavoro presso mc’donald’s da quasi 4 anni, scrivo su questo blog per condividere l’esperienza di maternità da dipendente di un fast food.
Dopo un anno di maternità (anticipata+obbligatoria) sto per rientrare al lavoro;
la tensione è un pò alta perchè rituffarsi nel mondo, non poco difficoltoso, del mc non sarà facile.

Continue reading

La nuova campagna Mc Donald’s delude i lavoratori stranieri

Più che scrivere la mia storia vorrei esprimere la mia rabbia per la nuova campagna pubblicitaria McDonald’s. Per chi non l’avesse ancora vista, dopo una sfilata di volti, verosimilmente tutti italiani, compare la scritta: noi crediamo negli italiani.
E noi stranieri???
Sono anni che io e i miei colleghi lavoriamo per loro, siamo sempre stati disponibili a lavorare nei giorni di riposo, a fare ore in più a coprire le notti che nessuno vuol fare… certo, il motivo principale è guadagnare qualche soldo in più (con gli stipendi da fame che prendiamo) ma è innegabile che siamo di aiuto per loro.
Eppure a quanto pare noi non esistiamo o peggio ancora non hanno fiducia in noi. L’Italia mi ha accolto, qui ho trovato una fidanzata e un posto di lavoro dove credevo fossimo considerati tutti nello stesso modo. Mi sbagliavo e la delusione è grande.

Basterebbe il buon senso

Ciao sono Graziella, lavoro da Mc da qualche anno e nei periodi di festa o di ferie nel mio ristorante si scatena una guerra tra poveri che è vergognosa.
Appena la direttrice mette fuori i riposi di Natale o Capodanno immancabilmente c’è la corsa a chi si segna prima sui riposi del 31-1.
Tutti vogliono lavorare a Natale e nessuno vuole lavorare a capodanno. Continue reading

Quando scompaiono le barriere

Ciao mi chiamo Kaled sono egiziano e da qualche anno sono delegato Filcams in McDonald’s.
Fui nominato Rsa mentre ero Crew in una filiale prevalentemente composta da miei connazionali, ovviamente il rapporto anche di tutela con loro era facilitato: dalle medesime esperienze, dalla lingua, e dall’amicizia che negli anni si era rafforzata. Confesso che il giorno in cui la mia funzionaria mi propose di trasferirmi in una nuova filiale per aggiungere nuovi stimoli alla mia formazione sindacale, mi arrabbiai tantissimo.

Continue reading