Scegli i diritti

“Mi chiamo Giovanni, ho 24 anni e sono un ragazzo siciliano che vive da 5 anni in Lombardia”, è la storia di un lavoratore che dopo anni di “gavetta” sceglie di iniziare a lottare per i suoi diritti.

La mia storia è assai complessa, tutto è partito quando nel 2008 avevo lasciato il mio sud per arrivare nella città dove avrei dovuto trovare lavoro: Milano…..Ero stato chiamato da McDonald’s diverse volte per colloqui, ricordo che al primo non ero andato per un imprevisto ma al secondo mi ero presentato. Il direttore era una donna rigida, durante il colloquio mi aveva fatto dei problemi sulla mia residenza in Brianza perchè distante da corso buenos aires Milano e i suoi atteggiamenti, ricordo, che erano di razzismo verso le mie origini meridionali… Il colloquio era andato malissimo infatti, non ero stato più chiamato…Dopo qualche mese però, avevo ricevuto una chiamata ancora da McDonald’s, ma stavolta da un giovane “avente funzione” di un nuovo ristorante situato sempre sul corso buenos aires, vicino al McDonald’s dove avevo fatto il primo colloquio … Questo “avente funzione” aveva bisogno di personale urgentemente, infatti l’incontro era stato positivo e mi chiese immediatamente i documenti per avviare l’assunzione.
Quindici giorni dopo avevo iniziato a lavorare in quel ristorante. Il primo giorno avevo ricevuto una divisa non nuova, usata … Un responsabile del turno mi aveva mostrato diverse postazioni, mi aveva dato immediatamente un sacco d’informazioni su esse, dopo mi aveva lasciato davanti ad una vasca di acciaio invitandomi a lavorare … Dovevo produrre e confezionare le patatine, ma non sapevo come fare….In quel momento tra l’altro era arrivata moltissima clientela per il pranzo ed io ero in crisi… Qualcuno mi notò e mi aveva mostrato cosa fare … Io ero paralizzato e con molta fatica ero riuscito ad assolvere i doveri della postazione …. Nei giorni a seguire mi ritrovo sempre in chiusura, ero nei giorni di prova, non avevo osato discutere l’orario pur non essendo automunito e abitante in una città lontana da Milano….
Quasi tutti i giorni, dopo aver pulito per ore acciai, il bancone di fino, aver fatto lavaggio senza nessun dispositivo di protezione, rimanevo in contatto con detersivi aggressivi e riducevo la mia divisa in condizioni pietose: bagnatissima e puzzolente, purtroppo non possedevo un cambio… A seguire essendo evidente la mia condizione d’aspetto poco curata, un vice si era preoccupato di procurarmi un’altra divisa.
Passato il periodo di prova, avevo provato a non chiedere chiusure ma la mia richiesta non era stata accolta… Spesso infatti ero costretto, non essendoci più mezzi per tornare a casa a dormire in stazione centrale per aspettare il primo treno delle 6.00… Dopo qualche mese avevo incontrato una signora della CGIL che aveva fatto l’assemblea sul mio ristorante e istintivamente mi sono iscritto al sindacato, purtroppo ero ancora molto immaturo e non avevo chiesto aiuto perchè in cuor mio c’era la volontà di far carriera e resistere per crescere…
Nel 2010 ho avuto gravi problemi ai piedi, le scarpe di sicurezza mi massacravano, ero zoppo ed ero stato costretto ad andare in malattia su invito della nuova direttrice….Questa direttrice infatti mi richiede la visita dal medico competente presso la sede amministrativa McDonald’s cui ero andato… Un assistente del medico competente molto comprensivo mi aveva esaminato, la risposta sarebbe arrivata alla mia direttrice … Non mi era stata rilasciata nessuna certificazione ….
Dopo un mese di malattia i miei turni erano cambiati, venivo assegnato spesso la mattina al McCafè, non mi veniva più chiesta la mansione di lavaggio, iniziavo finalmente a vivere … Un pochino … Qualche volta mi capitava ancora di fare chiusura ma solo una volta a settimana …. Qualche volta avevo fatto chiusura all’ 1.00 e scarico camion merce alle 5.00, io ingenuamente avevo eseguito sempre in nome della carriera.
Nel 2011 McDonald’s aveva deciso di cedere a franchising il ristorante, io ero ancora apprendista. Le tre sigle sindacali in assemblea mi avevano riferito che non mi sarebbe cambiato nulla e che non potevo oppormi alla cessione ramo d’azienda perché il mio rapporto di lavoro abbassava il costo della filiale … Io cmq, testardo avevo incontrato il capo del personale, e le avevo fatto richiesta di rimanere in gestione diretta …. Qualche settimana dopo avevo ricevuto una lettera di trasferimento in un ristorante di un’altra provincia …
Per arrivare in questo nuovo ristorante impiegavo con i treni due ore all’andata e due al ritorno, io ero andato, accettando la nuova assegnazione, perché stupidamente credevo che dopo avermi salvato dal franchisee, McDonald’s volesse investire su di me facendomi crescere ….
Nel nuovo ristorante il personale era molto sottomesso, tutti facevano tutto senza protestare: sala, sacchi, bagni, manutenzioni … Io non ero abituato a vedere condizioni simili di “quasi schiavitù”, solitamente a Milano, anche i lavoratori dei locali più “aziendalisti, avevano un minimo di sindacalizzazione …
Una parte di me era scoppiata, non c’è la faceva più e così aveva iniziato a rifiutarmi a fare certe mansioni dequalificanti … Iniziavo a seguire strettamente il mio contratto e il livello d’appartenenza …. Iniziavo ad essere seguito dal personale di questo ristorante d’altra provincia, i lavoratori iniziavano a sostenermi ed io mi sentivo per la prima volta forte orgoglioso e libero ….
Cinque mesi dopo McDonald’s mi aveva trasferito nel salotto di Milano …. Ma ormai non c’era “trippa per gatti”, io avevo accettato solo perché mi riavvicinavano a casa, ma avevo scelto il sindacato!!!
Nel 2011 sono diventato RSA ed ho iniziato ufficialmente a lottare per il benessere non solo mio ma di tutti i miei colleghi …
In questi anni sono stato minacciato, hanno fatto di tutto per rendermi impossibile la vita lavorativa, mi hanno trasferito ancora in un ristorante cui non volevo andare… IO oggi SONO VITTORIOSO, SONO FIERO d’essere un delegato sindacale della FILCAMS CGIL e con questa storia voglio dirvi: SCEGLIETE I DIRITTI E NON UNA CARRIERA DA SCHIAVI!!!!

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