La burocrazia, mette a rischio il lavoro

Mi chiamo Emerson.

face1Sono filippino e lavoro da McDonald’s da 8 anni. Come molti lavoratori stranieri ogni 2 anni devo rinnovare il permesso di soggiorno. Le volte precedenti l’azienda mi aveva sempre avvisato della scadenza almeno due mesi prima ma a questo ultimo rinnovo non è accaduto. Vengo chiamato in ufficio dalla Direttrice che mi comunica che il mio permesso di soggiorno è scaduto da un mese, che lei non mi può più far lavorare e che devo considerarmi in ferie finchè non le porto la documentazione necessaria.


Leggendo la documentazione richiesta mi accorgo che mi viene chiesta l’idoneità alloggiativa, faccio presente alla direttrice che non ho quel documento perché la mia casa è in ristrutturazione e lei mi risponde: se non mi porti i documenti non puoi lavorare e verrai licenziato.
Uscito dall’ufficio, chiamo subito il mio delegato.
Lui, prima mi sgrida perché giustamente il permesso di soggiorno deve essere una priorità tra le cose che devo fare, e che se mi fossi ricordato in tempo avremmo avuto un po’ più di margine per fare qualcosa ma subito dopo il suo rimprovero mi consola dicendomi di non preoccuparmi perchè una soluzione l’avremmo trovata.
Il giorno successivo il mio delegato mi dice di aver parlato col suo capo sindacale, e che mi era già stato fissato un appuntamento presso uno dei loro uffici.
In quella sede scopro che la legge è cambiata e che l’idoneità alloggiativa serve solo la prima volta che fai il permesso di soggiorno o quando cambi lavoro.
Svolgo tutte le pratiche di rinnovo presso la Cgil e porto alla mia Direttrice solo la ricevuta della presentazione dell’istanza.
Lei comincia ad urlare che il mio permesso non è valido perché non avevo il famoso documento e si rifiuta di riammettermi al lavoro.
Ancora una volta interviene il mio delegato che chiama un Dirigente McDonald’s per affrontare la questione.
Dopo averli sentiti discutere animatamente vedo che il delegato passa il telefono alla Direttrice che a sua volta discute col dirigente Mc.
Una volta chiusa la telefonata la direttrice mi guarda e mi dice: vai a cambiarti che tra dieci minuti ti voglio in turno……

 

 

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